Il paesaggio come dimensione educativa


Angelo Marino

EDUCARE AL PAESAGGIO E ATTRAVERSO IL PAESAGGIO


1  Premessa

Questo titolo fa riferimento ai contributi di alcuni autori al libro Ritrovare i segni, rinnovare i significati. In particolare fa riferimento al saggio monografico di Benedetta Castiglioni Educare al paesaggio[1]. «Oltre che educare al paesaggio, scrive la Castiglioni, risulta particolarmente interessante e ricco di potenzialità anche educare attraverso il paesaggio: l’osservazione e lo studio dei paesaggi possono aiutare a sviluppare abilità e competenze in ambiti diversi, possono favorire l’acquisizione di contenuti interdisciplinari e di metodologie di studio, possono far emergere componenti importanti nella formazione dell’individuo, coniugando la dimensione della razionalità con quella della sensibilità […]» (p. 18).

Devo anche premettere che, sviluppando e approfondendo questo tema, che ritengo cruciale per l’Educazione alla cittadinanza dei minori come degli adulti – e per restare nello spirito e nella lettera della Convenzione europea del paesaggio, che è il punto di riferimento costante della Castiglioni e di chi scrive –, ho avvertito l’esigenza di andare ben oltre gli spunti iniziali forniti dalla Castiglioni nel citato testo Educare al paesaggio e credo di avere focalizzato altri “attraversamenti epistemologici” e percorsi di riflessione finalizzati ad una autentica e concreta Educazione al paesaggio e attraverso il paesaggio[2].

2 Dalla polisemia delle rappresentazioni all’unisemia dei significati

Occorre innanzitutto fare chiarezza su un punto essenziale: la molteplicità di significati e definizioni che comunemente vengono attribuiti al paesaggio. Franco Zagari in un significativo volumetto[3] ne ha raccolto ben 48! Ritengo che bisogna (e che sia possibile) uscire da questo labirinto – assolutamente paralizzante per chi vuol fare Educazione geografica, per indicare praticabili vie d’uscita alle emergenze attuali e per fare della geografia «una forma dell’azione sociale» capace di innescare «cambiamenti concreti»[4] –, e che l’unico modo per farlo sia quello di partire dallo strato più superficiale, quello visibile e inconfondibile, del paesaggio locale, a grande scala, e da qui procedere ai vari gradi ed estensioni di non immediata visibilità, di ordine naturale, culturale, storico e simbolico[5]. Sul piano didattico – è ciò che qui interessa – ritengo sia questa la strada maestra e più lineare per passare dalla polisemia delle rappresentazioni all’unisemia dei significati e raggiungere la totalità espressiva del paesaggio stesso.

Il processo di rielaborazione concettuale della geografia comincia proprio dal suo essere “scienza dei luoghi”. «La geografia come scienza del paesaggio, scriveva Gambi già nel 1956, è là che mostra la sua vitalità e la sua ricchezza, precisamente per il fatto che si adegua in pieno alla cultura dei nostri tempi»[6]. Ed è grazie a questa sua inequivocabile concretezza – al suo essere “là” – che il locale vive al riparo dalla aleatorietà e dispersività del globale e assurge al rango di documento primario del geografo.

Il paesaggio come palinsesto temporale e volto visibile dell’interazione di cultura e natura richiede dunque un’attenta lettura storico-filologica che sappia cogliere, al di là dell’immagine che si mostra immediatamente, la sua vera forma che non sempre traspare con altrettanta immediatezza. «Se il paesaggio è pensabile come espressività e volto, scrive Luisa Bonesio, esso sarà forma, più che immagine; impronta o conio, più che superficie senza spessore dell’impressione soggettiva, e richiede un approccio morfologico»[7]. Per poter cogliere l’oggettività del paesaggio, la sua totalità espressiva – «tutta la sua densità epistemologica e ontologica» –, non bisogna quindi abbandonare il piano della percezione visiva, ciò che il paesaggio visualmente mostra di sé; bisogna situarsi su questo piano e da qui procedere ai «vari gradi e estensioni di non immediata visibilità (o non immediata visibilità), di ordine naturale, culturale, storico e simbolico» (Bonesio). Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato 17 settembre 2010 da geofilosofia in Paesaggio

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La bellezza ci salverà. La forza risanatrice del bello in un’architettura straordinaria

Domenicale art. Morelli

Padiglione servizi, Villaggio Morelli. Copyright Caterina Resta 1992

Fai il pieno di cultura – Programma Alta Valtellina 24-25-25 settembre 2010

Fai il pieno di cultura Alta Valle 2010

Con “Fai il pieno di cultura” attività e incontri per conoscere e apprezzare il nostro territorio

Una tre giorni di eventi per avvicinarsi all’arte, alla natura, alla storia locale e ancora per acquisire elementi per far crescere in un ambiente stimolante i nostri figli. Il significato poliedrico del termine cultura sarà ben illustrato nell’ultimo week-end di settembre in occasione della manifestazione “Fai il pieno di cultura”, promossa dalla Regione Lombardia. Giunta ormai alla sua terza edizione, la manifestazione prevede oltre 300 eventi realizzati nelle 12 province lombarde.

Particolarmente denso il calendario degli appuntamenti in Alta Valtellina: mostre, spettacoli, visite guidate di carattere sia storico sia naturalistico, laboratori per bambini e famiglie. Un’offerta molto eterogenea, resa possibile dall’attiva cooperazione degli enti e delle associazioni presenti sul territorio. Numerosi eventi in programma riguarderanno i giovanissimi e il loro rapporto con la lettura, naturalmente mediato dalle figure genitoriali.

Venerdì 24 settembre alle ore 14.30, presso la scuola dell’infanzia di S. Rocco a Livigno, e sabato 25 settembre alle ore 14.00, al palazzo comunale di Sondalo, Rita Valentino Merletti e Paola Bertolina illustreranno il progetto “Nati per leggere”; la prima in qualità di madrina di questa campagna in Italia, la seconda quale bibliotecaria membro del gruppo di lavoro provinciale. Il progetto Nati per leggere, che ha preso avvio nel 1999, ha l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Molteplici i vantaggi derivanti dalla semplice abitudine di prendere in braccio i propri figli per leggere loro un libro, sia sul piano cognitivo sia della relazione.

E dopo una presentazione più prettamente teorica, i genitori avranno modo di sperimentare da subito la pratica. Presso il Mulino Salacrist a Bormio sarà allestita una mostra con le risorse bibliografiche scelte dal gruppo di lavoro provinciale che rientrano nel progetto “Nati per leggere” e disponibili al prestito in tutte le biblioteche dell’Alta Valtellina. Libri morbidi e cartonati, con inserti da toccare, per avvicinare i piccoli al libro come a un gioco; o ancora volumi con filastrocche o brevi storie per trasmettere ai piccoli la musicalità della lingua. La mostra resterà aperta al pubblico venerdì 24 dalle ore 16.30 alle 18.30 e nella giornata di sabato 25 dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30.

Il programma prevede anche un momento di attività rivolta proprio ai bambini dai 3 ai 6 anni, accompagnati dai genitori. Sempre al mulino Salacrist, dalle ore 14.30 alle 16.00 di venerdì 24 si terrà un laboratorio con Emanuela Bussolati, vincitrice del premio Andersen 2010 con il suo libro “Tararì tararera”. Dopo la lettura delle avventure di Piripù bibi, protagonista del libro, i piccoli saranno coinvolti in un’attività manuale; il tutto studiato a loro misura per garantire un pomeriggio divertente e arricchente per bambini, mamme e papà.

In parallelo alla mostra di Nati per leggere, Sondalo ripropone “Per grazia ricevuta: gli ex voto delle chiese di Sondalo”. L’esposizione, curata da Manuela Gasperi, Dario Cossi e Gisella Schena del Centro Studi Storici Alta Valtellina, darà l’occasione di apprezzare le preziose tavolette degli ex-voto, testimonianze di fede ed esempi di arte popolare.

La mostra, allestita presso l’oratorio dei disciplini adiacente alla chiesa di S. Maria Maggiore a Sondalo, sarà visitabile il 24, il 25 e il 26 settembre dalle 15.00 alle 18.00 e dalle 20.30 alle 22.00.

Sondalo ospiterà anche due inusuali quanto interessanti visite guidate all’ospedale Morelli. Considerato negli anni ’30 del secolo scorso il più grande sanatorio d’Europa, esso fa trasparire in ogni suo aspetto l’attento disegno terapeutico che ne ha guidato la costruzione. Sabato 25 settembre alle ore 9.15, Luisa Bonesio dell’Università di Pavia condurrà la visita “L’architettura e il paesaggio dell’ospedale Morelli”;

sempre sabato, alle 14.15, Francesco Cossi, dott. in Scienze Forestali, ne illustrerà l’aspetto più prettamente vegetazionale nella visita intitolata “Il parco dell’ospedale Morelli”.

Esempio di sensibilità e di attenzione degli enti locali nei confronti di strutture ed edifici storici  è anche l’inaugurazione, che fa seguito a un intervento conservativo, delle antiche ferriere di Premadio, in programma per sabato 25 settembre alle ore 17.00. La storia e le modalità di funzionamento di questo complesso siderurgico, che ancora oggi testimonia la significativa attività di estrazione e lavorazione del ferro condotta in Valdidentro sin dal Medioevo, saranno illustrati nel corso di una conferenza in loco da Lorenza Fumagalli e Stefano Zazzi.

Ma la storia e la cultura locale non può prescindere dall’aspetto naturalistico del nostro territorio che ha condizionato e contribuito a forgiare abitudini, attività e mentalità delle popolazioni locali. Da qui una serie di appuntamenti che vedono l’ambiente naturale come protagonista.

Sabato 25 settembre alle ore 21.00 nella sc’tua granda di palazzo de Simoni a Bormio, Giacomo Occhi appassionerà i presenti con le letture tratte da “Cose della montagna e della caccia” di Attilio Peloni, regalando uno spaccato di vita dell’Alta Valtellina nella prima metà del secolo scorso.

Nello stesso edificio, precisamente nei locali adibiti a Museo civico, venerdì 24 alle ore 17.00 avrà luogo il gioco didattico “A caccia di animali”, destinato ai bambini dai 7 agli 11 anni. Un itinerario attraverso le opere d’arte conservate nel museo alla ricerca degli animali in  esse rappresentati.

Destinato a famiglie anche con bambini piccoli sono invece le attività laboratoriali proposte al Centro visite del Parco Nazionale dello Stelvio a S. Antonio Valfurva e presso la Riserva Naturale del Paluaccio di Oga.

Il Parco Nazionale dello Stelvio, propone, nella sala multimediale del nuovo centro visite, due laboratori per famiglie, curati dalla biologa Anna Pisapia. Venerdì 24 settembre alle 16.30 sarà la volta di “Giochiamo con i suoni”, un percorso attraverso i rumori della natura. Sabato alle ore 10.00, invece, con il  laboratorio “Il cugino d’America” sarà trattata in modo ludico la tematica sempre più attuale dell’immissione di specie, intenzionale o accidentale, in territori diversi da quelli di origine.

Nella tre giorni di cultura sarà dato spazio anche ad una piccola riserva del nostro territorio. Sabina Colturi, biologa, sabato 25 alle ore 14.30 accompagnerà i visitatori nel cuore della riserva naturale del Paluaccio di Oga. Area umida dalla storia millenaria nasconde tra la sua vegetazione specie di origine sub-artica e boreale, piante carnivore e particolari muschi che, con il passare dei secoli, hanno dato origine all’imponente accumulo di torba.

Particolarmente suggestiva la proposta del Museo Vallivo “Mario Testorelli” e della Biblioteca comunale di Valfurva. Sabato 21 settembre alle ore 21.00 il museo aprirà le porte per dare vita a “Bianca e nera, una notte al museo!”, serata di letture animate, giochi di ombre e filastrocche di un tempo. Momenti dal sapore antico che culmineranno nella assegnazione del titolo di Superlettori ai bambini che hanno aderito ad una gara di lettura promossa dalle biblioteche dell’Alta Valtellina. A tutti i bambini di Valfurva sarà data l’opportunità di trascorrere l’intera nottata al museo (avranno precedenza i partecipanti al concorso SuperElle).

“Fai il pieno di cultura” si traduce quindi in tante attività e altrettanti spunti di approfondimento; e il tutto gratuito e a portata di mano… aspetto che assume particolare rilievo nel nostro territorio, spesso considerato marginale in termini di offerta culturale. Tuttavia, è doveroso sottolineare il forte impegno nella promozione di attività di interesse culturale messo in atto dagli enti locali negli ultimi anni. Se da un lato, tali proposte ampliano l’offerta turistica del comprensorio, dall’altro vanno a vantaggio delle popolazioni locali e delle nuove generazioni, che hanno sempre più opportunità per conoscere e apprezzare le proprie radici culturali. “Fai il pieno di cultura” si propone quindi quale “estratto” dell’offerta culturale locale. L’invito di Regione Lombardia, enti e associazioni locali, è dunque quello di  approfittare di questa iniziativa, scegliendo il menù culturale che più soddisfa interessi, curiosità e passioni dei singoli.

In concomitanza a “Fai il pieno di cultura”, il Consiglio d’Europa propone Le giornate europee del patrimonio culturale, iniziativa che vede 49 Paesi festeggiare all’unisono le bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche del continente. Anche in questo contesto, molto più amplificato, si intende favorire la maturazione di una consapevolezza di appartenenza culturale, pur declinata nelle diverse entità.
In Italia, il Ministero dei beni culturali e ambientali, con lo slogan “Italia, tesoro d’Europa”, attraverso manifestazioni, aperture straordinarie di musei e biblioteche, itinerari naturalistici, storici e eno-gastronomici, cercherà di enfatizzare l’importanza della cultura nazionale nel contesto continentale.

In provincia di Sondrio il Parco delle incisioni rupestri di Grosio, le città di Sondrio e Morbegno oltre a Teglio e Talamona aderiranno con convegni e mostre a entrambe le iniziative.

Comunicato stampa Ufficio Cultura Comunità Montana Alta Valtellina

Sondalo: successo per le conferenze storiche del’estate 2010

Sondalo: successo per le conferenze storiche del’estate 2010.

Pubblicato 6 settembre 2010 da geofilosofia in Iniziative & News

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Riunione silente all’ex Villaggio Sanatoriale di Sondalo (Sondrio)

ex Villaggio Sanatoriale "Morelli", Sondalo (Sondrio)

Copyright Caterina Resta 1992

Visite guidate all’ex “Villaggio Sanatoriale” di Sondalo, capolavoro dell’architettura razionalista

Conoscere l'urbanistica e il paesaggio di un capolavoro dell'architettura razionalista

In uscita il secondo volume della Collana “Terra e Mare minima” di Diabasis

In uscita il secondo volume della Collana “Terra e Mare minima” di Diabasis

Dal lavoro di ricerca di un giovane architetto, allievo di Paolo Portoghesi, nascono domande rivolte a due pensatrici, esponenti del pensiero geofilosofico italiano, in un dialogo che si sviluppa attorno alle grandi questioni sulle quali un pensiero rivolto alla Terra non può evitare di interrogarsi.

Nel “deserto che cresce” della tecnicizzazione globalizzata e dello sradicamento sistematico delle culture, che cosa significa “costruire” nelle nostre città, nel mondo che affronta un vertiginoso mutamento, e raggiungere una maggiore consapevolezza all’altezza delle decisioni epocali che ci attendono? E ancora: come si possono pensare e praticare memoria, luoghi, paesaggi, senso di appartenenza, dischiudendo nuove esperienze dell’abitare umano sulla Terra?

Riccardo Gardenal, architetto, è autore del volume Geoarchitettura. Dalla teoria del pensiero al progetto, Casa editrice Universitalia, Roma 2010.

Luisa Bonesio, studiosa di paesaggio, insegna Estetica all’Università di Pavia. Curatrice di vari volumi collettanei sui temi della Geofilosofia, è autrice di numerosi scritti, tra cui i volumi Geofilosofia del paesaggio, Mimesis, Milano 1997, 20012; Passaggi al bosco. Ernst Jünger nell’epoca dei Titani (con C. Resta), Mimesis, Milano 2000; Oltre il paesaggio. I luoghi tra estetica e geofilosofia, Arianna, Bologna 2002; Paesaggio, identità e comunità tra locale e globale, Diabasis, Reggio E. 2007, 20092. È presidente dell’Associazione culturale Terraceleste e con Caterina Resta cura il sito www.geofilosofia.it.

Caterina Resta insegna Filosofia teoretica e Filosofie del Novecento all’Università di Messina. Tra le sue pubblicazioni: Il luogo e le vie. Geografie del pensiero in Martin  Heidegger, An­ge­li, Milano 1996; Passaggi al bosco. Ernst Jünger nell’era dei Titani, Mimesis, Milano 2000 (con Luisa Bonesio); L’evento dell’altro. Etica e politica in Jacques Derrida, Bollati Boringhieri, Torino 2003; L’Estraneo. Ostilità e ospitalità nel pensiero del Novecento, il Melangolo, Genova 2008; Stato mondiale o Nomos della terra. Carl Schmitt tra universo e pluriverso, Diabasis, Reggio Emilia 2009 (n. ed.).

L’architettura dei sanatori antitubercolari in Italia